Lo sapevi? Ci sono anche le api pompiere

Il miele non è solo un ottimo sostituto dello zucchero come dolcificante (ed essendo più dolce ne basta meno e quindi c’è un taglio di calorie) ma ha anche molte proprietà terapeutiche.

Il miele ha, infatti, riconosciute proprietà disinfettanti, antibatteriche e cicatrizzanti ma perché queste proprietà non si perdano la temperatura massima all’interno di un alveare non deve superare i 40°. E le api lo sanno bene.

Uno studio “The behavioral regulation of thirst, water collection and water storage in honey bee colonies”, pubblicato sul Journal of Experimental Biology da Madeleine Ostwald, Michael Smith e Thomas Seeley del Department of neurobiology and behavior della Cornell University, ha evidenziato l’azione delle “api pompiere” della colonia che mettono in moto un meccanismo che diventa un condizionatore collettivo dell’aria.

Infatti, quando le api di un alveare soffrono il caldo, entra in azione una squadra speciale che invece portare in alveare polline e nettare portano acqua per il raffreddamento della colonia. Una parte delle api resta nell’alveare a curare la prole, altre lo lasciano per aumentare il flusso d’aria, e altre ancora vanno in giro alla ricerca di stagni o pozze per rifornirsi. Queste “api pompiere” si riempiono la pancia di acqua, tornano all’alveare e rigurgitano il liquido. Le altre api lo succhiano e a loro volta lo spruzzano all’interno dell’alveare, permettendo la colonia di raffreddarsi con l’evaporazione dell’acqua.

Anche per il miele che comperi la temperatura è importante. Ecco perché scegliere un miele non pastorizzato o riscaldato come il mio. Consumando il miele meglio quindi mangiarlo solido o liquido a temperatura ambiente. In caso contrario non ci farà male, ma diventerà un semplice dolcificante, senza nessuna proprietà benefica o curativa.