La qualità del miele italiano

Scegliete con cura il vostro miele. Scegliete miele italiano, scegliete la qualità e non siate consumatori qualsiasi.

L’italia, come in tanti altri settori purtroppo, non è autosufficiente per quello che riguarda la produzione di miele e circa il 50% del prodotto venduto in Italia è di importazione. La maggior parte del miele presente sugli scaffali proviene da Paesi extraeuropei che sono più favoriti del nostro per le condizioni produttive e che hanno una diversa struttura sociale, economica e burocratica.

Alcuni mieli provenienti da questi Paesi arrivano sul mercato italiano ad un prezzo molto, molto, molto inferiore al costo di produzione del miele in Italia. Altri ad un prezzo molto, molto, molto più caro ma “sono di moda”.

Non mi addentro su un dibattito sulla qualità, specialmente per questi ultimi, ad esempio quello di Manuka (proveniente dalla Nuova Zelanda) o quello di Ulmo (proveniente dal Cile) perché non si può generalizzare parlando di una maggiore o minore qualità del miele italiano o importato. Ma è certa la maggiore freschezza di un prodotto nazionale che non ha risentito dei chilometri di provenienza e delle condizioni di trasporto non sempre ottimali.

Per chi apprezza varamente il miele, la grande variabilità del prodotto italiano (oltre 50 in Italia, primato al Mondo) è proprio la caratteristica di maggior pregio ed è solo uno dei motivi per scegliere il miele italiano.

Resta il fatto che uno degli aspetti più importanti a livello qualitativo è anche quello che dipende dalla serietà e correttezza del produttore. Ed è anche per questo che è importante che il consumatore finale si affidi ad un apicoltore su cui riporre fiducia.