I frutti antichi nel Borgo di Vigoleno

Gli alberi da frutto rappresentano una importate chiave di lettura temporale e culturale. Ecco perché nella mia azienda agricola a Vigoleno, in questi anni, ho recuperato, catalogato, piantato e coltivo 231 (duecentotrentuno) alberi da frutto di varietà antiche, quelle che, per intenderci, sono state abbandonate alla coltivazione per l’affermarsi della frutticoltura moderna.

Tutte coltivate in agricoltura biologica certificata, irregolari nella forma, con una produzione a scalare durante gran parte dell’anno, i frutti di queste varietà non solo preservano un sapore e profumo genuino e dimenticato dalla frutta industriale ma sono espressione di una storia della biodiversità di valore incalcolabile.

Ogni pianta di frutto antico ha una sua storia da raccontare come la Tonda di Castiglione, albicocca storica catalogata nella zona di Saluzzo alla fine 700 e ancora oggi ricercata per l’ottimo sapore; come la Pomella Genovese, mela nota dall’800 nell’Alessandrino e Piacentino come merce di scambio sul mercato marittimo genovese; come la Pesca Saturnina o Tabacchiera che si diffuse sulle pendici dell’Etna ad inizio 800 nelle storiche proprietà della Ducea di Maniace, zona donata da Ferdinando di Borbone all’ammiraglio inglese Nelson come ricompensa dell’aiuto fornito per fermare la rivoluzione di Napoli. Ma anche il Mirandino Rosso, pera censita per la prima volta nelle tenute di caccia dei Marchesi Guerrini Gonzaga; come il Biricoccolo citato nel catalogo di alberi da frutto del 1775 dai frati Certosini di Parigi; ma anche il Brogiotto Nero, fico descritto da Plinio il Vecchio ai tempi dei Romani.
Nel Podere Borgo di Vigoleno, non solo api, non solo miele....